In questi ultimi tempi l’Italia si è involuta in un paese dove si inneggia al fascismo ed ai suoi sottoprodotti sub-culturali.
In molti si indignano. Alcuni danno degli stupidi ai razzisti.
Credo che dare dello stupido a chicchessia, sia inutile e crei fazioni. Se uno è stupido, perché non dovrebbe identificarsi con la schiera degli stupidi, gongolandosene? Che problema c’è? Al giorno d’oggi la “classe” degli intellettuali non è più rispettata come ai tempi passati. Essere stupidi non spaventa più.
La miseria di una vita condotta stupidamente è privata, a differenza di chi ne subisce le conseguenze.
Propongo, invece, di schierarsi non tanto con questo o quello, ma dalla parte dell’unica forza che è in grado di tenere a bada le spinte razziste, che in tutti noi di tanto in tanto, per pigrizia, si fanno avanti: quella del pensiero.
Tolman, nelle conclusioni sulle sue scoperte sulle mappe mentali, ci dice che chi utilizza “mappe ristrette” è più incline a spostare l’aggressività sugli estranei. E ci dice, in definitiva, quale possa essere la via per una vita più piacevole.

